Nel pieno delle tensioni tra l’amministrazione americana guidata da Donald Trump e il governo laburista britannico di Keir Starmer, la visita di Stato di re Carlo III negli Stati Uniti ha rilanciato il peso simbolico e politico della storica alleanza tra Londra e Washington. Nel primo discorso pronunciato da un sovrano britannico davanti al Congresso americano da 35 anni, Carlo ha celebrato la “relazione speciale” tra i due Paesi, insistendo sul ruolo della NATO, sul sostegno all’Ucraina e sulla necessità di affrontare la crisi climatica.
“Le parole dell’America hanno peso e significato, come hanno avuto fin dall’indipendenza. Le azioni di questa grande nazione contano ancora di più”, ha affermato re Carlo, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian.
L’intervento davanti alla sessione congiunta del Congresso ha rappresentato il momento centrale della visita di Stato di quattro giorni compiuta dal sovrano insieme alla regina Camilla, nel quadro delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza americana. Carlo ha richiamato il legame storico tra le due nazioni, definendolo un’alleanza senza eguali: “L’alleanza che le nostre due nazioni hanno costruito nel corso dei secoli – e per la quale siamo profondamente grati al popolo americano – è davvero unica”.
In un passaggio accolto con favore soprattutto dai legislatori democratici, il re ha ricordato che le radici del “principio secondo cui il potere esecutivo è soggetto a controlli e contrappesi” affondano in uno dei documenti giuridici fondamentali della storia britannica, la Magna Carta.
Carlo ha poi invocato una “risolutezza incrollabile” a sostegno dell'”Ucraina e del suo popolo coraggiosissimo”, con l’obiettivo di “garantire una pace veramente giusta e duratura”. Dal podio della Camera dei Rappresentanti, davanti a parlamentari di entrambi i partiti e ad alti ufficiali militari, il sovrano ha anche posto l’accento sull’urgenza di un’azione contro la crisi climatica.
Richiamando le “meraviglie naturali” degli Stati Uniti, Carlo ha citato ciò che Theodore Roosevelt definì “la gloriosa eredità dello straordinario splendore naturale di questa terra, da cui è sempre dipesa gran parte della sua prosperità”.
“Eppure, mentre celebriamo la bellezza che ci circonda, la nostra generazione deve decidere come affrontare il collasso di sistemi naturali cruciali, che minaccia ben più dell’armonia e dell’essenziale diversità della natura.”
“Ignorare il fatto che questi sistemi naturali, ovvero l’economia della natura stessa, costituisce il fondamento della nostra prosperità e della nostra sicurezza nazionale, è un errore che non possiamo ignorare.”
Il sovrano ha inoltre sottolineato la centralità degli scambi economici tra Regno Unito e Stati Uniti, in una fase segnata dalle minacce di Trump di imporre nuovi dazi contro Londra. “Più in generale, celebriamo i 430 miliardi di dollari di scambi commerciali annuali che continuano a crescere, i 1.700 miliardi di dollari di investimenti reciproci che alimentano tale innovazione e i milioni di posti di lavoro sostenuti su entrambe le sponde dell’Atlantico in entrambe le economie”.
Sul piano della sicurezza, Carlo ha ribadito il valore dell’Alleanza atlantica e del contributo congiunto di Stati Uniti ed Europa alla difesa comune. “Dalle profondità dell’Atlantico alle disastrose calotte glaciali dell’Artico, l’impegno e la competenza delle forze armate degli Stati Uniti e dei loro alleati sono al centro della NATO, promessi di difendersi a vicenda, proteggere i nostri cittadini e i nostri interessi, tenere al sicuro i nordamericani e gli europei dai nostri avversari comuni”.
Il re ha espresso anche il proprio sostegno ad Aukus, l’accordo trilaterale con l’Australia, definito “il programma di sottomarini più ambizioso della storia”.
“Non intraprendiamo insieme queste straordinarie iniziative per sentimentalismo. Lo facciamo perché contribuiscono a costruire una maggiore resilienza condivisa per il futuro, rendendo così i nostri cittadini più sicuri per le generazioni a venire”, ha affermato.
Era dal 1991, con il discorso della regina Elisabetta II, che un membro della famiglia reale britannica non si rivolgeva al Congresso americano. Rispetto ad allora, Carlo ha descritto il mondo come “più instabile e più pericoloso”, sostenendo che proprio questo rende ancora più rilevante l’alleanza tra le due sponde dell’Atlantico.
Le parole del sovrano sono rimaste entro i margini della diplomazia, evitando riferimenti diretti alle divergenze tra Washington e il governo Starmer. Tra i punti di frizione figurano il rifiuto britannico di unirsi agli Stati Uniti e a Israele nei bombardamenti contro l’Iran e le critiche di Trump alla politica commerciale di Londra.
Il discorso al Congresso è giunto dopo una cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca, durante la quale Trump ha dichiarato che “gli americani non hanno amici più stretti degli inglesi”, tra una parata militare e il sorvolo di aerei da combattimento. A conferma della delicatezza politica della visita, tuttavia, l’arrivo del re alla Casa Bianca è avvenuto in forma privata, anche per evitare il rischio di un acceso confronto pubblico simile a quello verificatosi l’anno precedente durante la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Un’alleanza “indispensabile”
Più tardi, durante la cena di Stato offerta da Trump alla Casa Bianca, Carlo ha affermato: “Stasera siamo qui per rinnovare un’alleanza indispensabile”.
Nello stesso evento, il presidente americano ha dichiarato agli ospiti che l’Iran era stato “sconfitto militarmente”, rompendo il silenzio pubblico sul tema durante la visita reale. Trump ha aggiunto: “Carlo è ancora più d’accordo con me di quanto lo sia io stesso: non permetteremo mai a quell’avversario di dotarsi di un’arma nucleare”.
Durante la cena, il re ha donato al presidente la campana del sottomarino britannico HMS Trump, varato nel 1944 durante la Seconda guerra mondiale.
“Che ciò resti a testimonianza della storia condivisa e del futuro radioso delle nostre nazioni. E se mai aveste bisogno di contattarci, beh, non esitate a telefonarci”, ha detto Carlo tra gli applausi.
La visita è stata accolta positivamente dai leader del Congresso. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, ha dichiarato in aula: “La relazione speciale tra le nostre due nazioni è stata lunga e fruttuosa, e credo sia giusto affermare che nel corso della storia del nostro Paese non abbiamo avuto un alleato migliore della Gran Bretagna”.
Il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha invece utilizzato la visita per richiamare le tensioni tra l’amministrazione Trump e il governo Starmer sul ruolo degli Stati Uniti nelle alleanze globali.
“La visita di Re Carlo III dovrebbe ricordare al presidente degli Stati Uniti e a ogni funzionario eletto di questo Paese che gli amici e gli alleati contano. E soprattutto, per la sicurezza dell’Europa, la NATO è fondamentale”, ha affermato Schumer.
“Incoraggio Sua Maestà a far comprendere al presidente l’assoluta importanza della NATO. Spero che riesca a convincere Trump ad ascoltare e a capire la posta in gioco.”
In un momento in cui Trump minaccia di stracciare l’accordo commerciale firmato con Starmer e di imporre una “tariffa elevata” se il Regno Unito non ritirerà la tassa sui servizi digitali applicata alle aziende statunitensi, Carlo ha definito i legami commerciali consolidati tra i due Paesi “solide fondamenta su cui continuare a costruire per le generazioni a venire”.
Il discorso si è tenuto davanti a un Congresso controllato dai repubblicani ma profondamente diviso su diversi dossier, mentre i legislatori guardano già alle elezioni di metà mandato di novembre, che potrebbero modificare gli equilibri politici a Washington.
Il caso Epstein
La visita reale si è intrecciata anche con temi che Buckingham Palace avrebbe preferito evitare. Lo scorso anno il Congresso ha approvato quasi all’unanimità una legge per imporre la divulgazione dei documenti relativi al finanziere Jeffrey Epstein, poco dopo che Carlo aveva privato il fratello Andrew Mountbatten-Windsor del titolo reale per le preoccupazioni legate ai suoi rapporti con Epstein. Andrew è stato poi arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti con Epstein mentre ricopriva l’incarico di inviato commerciale tra il 2001 e il 2011.
La commissione investigativa di controllo della Camera ha chiesto a Mountbatten-Windsor di rispondere a domande su Epstein, morto nel 2019 mentre era in attesa di processo con l’accusa di traffico sessuale. Alcuni parlamentari sostengono che, in caso di mancata comparizione volontaria, dovrebbe essergli notificato un mandato di comparizione.
[a cura di Simone Cantarini]

